tpi-back

Quello che non si dice ma che si pensa...

speranze per il nuovo PD

bandierepd_800Che Che in una fase difficile come questa il Partito Democratico decida di ripartire dal programma (e dalle cose da fare) mi sembra un'ottima cosa. La conferenza programmatica di aprile sarà il modo migliore per definire il progetto del PD, rilanciarne la sfida nazionale ed europea, partendo dai contenuti. Crisi ed Europa saranno al centro del dibattito e dell'elaborazione. Eccellente notizia. Ci sono due "però" da tenere in conto, tuttavia. Il primo riguarda l'enfasi con la quale è stata richiesta la "chiamata a raccolta", in questo difficile momento per il progetto del PD, delle sue grandi personalità.
La stessa scelta di Massimo D'Alema come"direttore dei lavori" costituisce un segnale preciso di condivisione della responsabilità dell'esito della conferenza da parte di un leader storico e influente.
Ritengo però che la conferenza debba essere, al contrario, un momento di visibilità e di incontro che dia voce al Partito diffuso, alle esperienze, alle volontà e alle intelligenze presenti sul territorio in tutta Italia. Soprattutto davanti all'evidente necessità di non ritardare ulteriormente la creazione del tessuto connettivo del Partito e l'identità stessa ("l'anima", verrebbe da dire!) dei democratici italiani, credo che i protagonisti della conferenza debbano assolutamente essere i circoli e i piccoli azionisti della  compagine societaria.
Il secondo "però" riguarda il percorso che forse è ancora più importante della conferenza programmatica in sé, e che non potrà essere un processo burocratico e formale.
Dovrà essere invece un percorso aperto e coinvolgente, capace di attivare la partecipazione e di lanciare una sfida che dovrà essere politica e culturale insieme. Il percorso, che condurrà alla Conferenza, dovrà essere una campagna all'insegna di un cambiamento radicale dell'immagine del Partito, di noi stessi e della politica italiana, che abbia la stessa potenza e lo stesso impatto nella società italiana che ebbero la fondazione del Partito e le primarie dell'ottobre 2007.
Negli ultimi mesi si è fatta molta fatica a parlare agli italiani e a costruire una "cultura democratica" coraggiosamente capace di rappresentare il potenziale rivoluzionario di un partito che è nato come una risposta ai grandi cambiamenti della società e del mondo del nostro tempo. Un partito in piena ed efficace comunicazione con il sentire del suo Paese non può che organizzare, per suo stesso istinto, per sua stessa natura, una conferenza in vista della quale ogni democratico possa sentire di dare il suo contributo, di poter fare individualmente la differenza. Spero vivamente che ciò avvenga.

leggi i commenti
Scusa il ritardo nella risposta, caro MAURO. Come sempre il tuo commento è pertinente e assolutamente condivisibile. Oramai le nostre idee e le nostre valutazioni viaggiano sulla stessa tratta. Me ne compiaccio. Un affettuoso saluto.
Buongiorno carissimo.Anche io penso che il rilancio del PD debba avvenire attraverso una larga partecipazione dei militanti di base e l'allontanamento dei burocrati e dei corrotti.Naturalmente importante è la scelta di un'identità precisa nel solco della sinistra europea e non solo.MAURO.
inserisci un commento
Nome(*)
Email(*)
Url:
Ricordati di me:

Scrivi nella finestrella le lettere e numeri che vedi nell'immagine